
Può sembrare strano ma è proprio così:anche lui, l’amico a quattro zampe ormai da molti considerato come antistress, è colpito da paure, ansie e disturbi comportamentali.
E non è il solo:oltre al gatto, infatti, anche il cane, il coniglio, il pappagallo e molti altri animali da compagnia possono essere colpiti dallo stress.
Ci verrebbe da chiedere il motivo dello stress nei nostri “pet” (animali da compagnia), pensando erroneamente di rapportarli alla nostra vita sociale… Loro in fondo non hanno problemi di lavoro, né di divorzi alle spalle, né di esami da superare, eppure esistono numerose fonti stressanti che possono veramente dar fastidio ai nostri amici animali e talvolta l’argomento si fa così duro e spigoloso da portare a decisioni drastiche il proprietario, fino all’abbandono o all’eutanasia.
Spesso il disturbo comportamentale nel cane o nel gatto non è riconosciuto subito dal proprietario e il problema si cronicizza , diventando sempre più difficile da risolvere. Gli animali provano a darci tanti piccoli segnali che ci indichino lo stress o l’ansia ma spesso passano inosservati o , peggio, i loro segnali e le loro richieste di attenzione vengono scambiati per “dispetti”. Un esempio è l’urinazione del gatto in luoghi inadeguati (sul cuscino, sul divano, nel piatto della doccia, nella ciotola del cane ecc.), oppure ancora l’atto di strappare tende, tovaglie, tappeti del cane lasciato da solo per qualche ora a casa.
L’ansia e la paura fanno parte della vita, dell’uomo e degli animali, bisogna imparare a riconoscerle e a controllarle.
A volte bastano veramente piccoli accorgimenti per evitare che il nostro cane o il nostro gatto si stressi. Innanzitutto il gatto è un animale molto abitudinario, quindi attenzione a cambiare improvvisamente la sua lettiera solo perché ne abbiamo trovata un’altra che per noi è profumata; a lui potrebbe non piacere, così come potrebbe dargli fastidio cambiare di punto in bianco la sua “zona toilette” (per esempio durante l’inverno fa pipì in bagno ma poi arriva l’estate e deve far pipì in balcone!).
Un altro sintomo di problema comportamentale nel gatto è l’alopecia sull’addome, cioè la mancanza di pelo totale o parziale sotto la pancia oppure lungo i fianchi; spesso questo è un segnale di NOIA nel gatto, costretto magari a passar da solo in casa 12-14 ore senza nessuno stimolo ambientale, quindi non sapendo che fare, il nostro micio inizia a leccarsi ossessivamente, per pulirsi, pettinarsi,per impegnare un po’ di tempo perso. In tal caso spesso basta qualche piuma finta appesa al tavolo o alla sedia, qualche scatola di cartone vicino al divano, una busta di carta che faccia rumore e qualche crocchetta sparpagliata in più ciotole disposte sopra la lavatrice, dietro ad una pianta in modo da risvegliargli l’istinto predatorio, della caccia, del gioco e del nascondiglio.
Se invece abbiamo un cane ha messo a soqquadro la casa oppure ha fatto arrabbiare i vicini con un continuo abbaiare mentre eravamo a lavoro,potrebbe trattarsi di ANSIA DA SEPARAZIONE:il cane è talmente attaccato a noi che non ci vuole perdere di vista neanche un istante. Questo è un problema un po’ più lungo da risolvere e sicuramente ci conviene prevenirlo!Soprattutto quando prendiamo un cucciolo è facile portarcelo dietro ovunque, farlo dormire con noi nel letto, farlo accomodare vicino al tavolo mentre mangiamo: ha gli occhioni così teneri! Dobbiamo però mettere dei limiti, proprio per evitare che il cane soffra durante le nostre assenze. Dovremmo cercare anche di evitare di fargli immediatamente le feste quando arriviamo a casa stanchi perché non facciamo altro che fomentare la sua angoscia all’attesa del ritorno.
Poche piccole regole e accorgimenti ci aiuteranno ad instaurare nel migliore dei modi una salda e felice convivenza con i nostri amici a quattro zampe e , perché no, a farli vivere più a lungo.
Dot.sa Michaela Travaglini

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